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Per un meraviglioso
progetto della Provvidenza, molto presto arrivano a
Roma altre Figlie della Carità che danno
vita ad altri orfanotrofi, ad altre scuole materne ed elementari,
all’ospedale pediatrico del Bambino Gesù,
alla Casa per anziani di Santa Maria in Cappella, all’ospedale
pontificio di Santo Spirito per i militari malati o feriti,
all’Asilo Nido del Testaccio, all’accoglienza
dei pellegrini poveri a Santa Marta in Vaticano, alle ambulanze
allestite nella zona militare del Quartiere Prati, ai ragazzi
dell’Oratorio San Pietro, alle mense dei poveri
ecc.
1933:
nasce la Provincia Romana delle Figlie della Carità
Le Suore dipendono direttamente dai Superiori Generali
di Parigi. Solo nel 1933 si sente l’esigenza di
costituire la Provincia Romana delle Figlie della Carità la
quale, geograficamente, occupa la città di Roma
e alcune zone limitrofe: Valmontone, Santa Marinella,
Latina (nella Palude Pontina dove la malaria regna incontrastata).
Alle solite categorie dei poveri si aggiungono, negli
anni ’40, quelle prodotte dalla seconda guerra
mondiale. Un numero incalcolabile di sfollati, di senza
tetto, di affamati che si riversano su Roma e a cui occorre
dare risposte immediate.
1956:
la Provincia Romana delle Figlie della Carità allarga
il suo territorio
In seguito ad una nuova ripartizione delle Province
italiane (Torino, Siena, Napoli) nel 1956 la Provincia
Romana si ingrandisce notevolmente con l’apporto di alcune
case già appartenute alla Provincia di Siena e
a quella di Napoli. Più di mille Suore in 133
case dislocate nel Lazio, Umbria, Marche, parte della
Toscana e dell’Abruzzo.
Dal 1956 ad
oggi si sono aggiunte altre case, come risposte agli
appelli più urgenti.
Il campo di azione, i Poveri, sempre i Poveri, con le
opere tradizionali di assistenza: i bambini nelle scuole,
gli anziani nelle case di riposo, i malati negli ospedali,
i fratelli nel bisogno nelle loro case, i carcerati,
gli handicappati.
Poi, le svolte storiche di una società in evoluzione,
soprattutto il fenomeno dei flussi migratori, ci hanno
fatto prendere coscienza di nuove forme di povertà,
cui dare risposte.
Abbiamo ascoltato le richieste provenienti da baraccati,
da extracomunitari, da nomadi, da tossico dipendenti,
da malati di AIDS.
Abbiamo riscoperto i laici, che sentiamo ogni giorno
nostri collaboratori indispensabili.
Ci stiamo volgendo verso i giovani che vediamo depositari
di ricchezze morali e spirituali da sviluppare. Il carisma,
che ci hanno consegnato i Fondatori, continua ad avere
la sua forza.
Questo vogliamo
consegnare intatto oggi, nel Giubileo della nostra
Provincia Romana, a chi sente di fare, della carità evangelica,
il tessuto delle sue giornate.
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