Figlie della Carità nella Provincia Romana
 
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1850: Le prime Figlie della Carità giungono a Roma
A Roma, lungo la salita Sant’Onofrio, una trentina di adolescenti orfane, affidate a due o tre signorine e refrattarie ad ogni disciplina, da un po’ di tempo, continuano a turbare i sonni del Principe Carlo Torlonia il quale ha investito per loro tante sue energie sia sul piano economico, che su quello intellettuale, morale, spirituale. 
Una così bella iniziativa umana e cristiana non può cadere nel vuoto. Il Principe studia, cerca istituzioni simili alla sua con cui compararsi, viaggia, incontra persone cui domandare consiglio. E’ così che a Parigi si imbatte in alcune Figlie della Carità impegnate nell’educazione e nell’istruzione di bambine povere. Con soddisfazione si accorge che i risultati da loro ottenuti sono positivi.

Il Principe non perde tempo; va alla Casa Madre delle Figlie della Carità e chiede alla Superiora Generale tre Suore per il suo istituto.
 
con i bambini
 

Tutto si svolge in un arco di tempo molto breve. Le tre Suore richieste arrivano e iniziano il loro lavoro che non risparmia fatica, preghiera, speranza. Dopo qualche mese le piccole ribelli hanno cambiato i loro modi di comportarsi.
Le Suore danno inizio alla scuola elementare, cui seguirà la prima scuola materna della città; mano a mano prendono vita un laboratorio di ricamo e cucito, la visita dei poveri a domicilio, l’assistenza ad alcune signore anziane e, intanto, non si tralascia nessuna occasione per avvicinare e aiutare i poveri.

 
 
povero povero povero
 

 

 

Per un meraviglioso progetto della Provvidenza, molto presto arrivano a Roma altre Figlie della Carità che danno vita ad altri orfanotrofi, ad altre scuole materne ed elementari, all’ospedale pediatrico del Bambino Gesù, alla Casa per anziani di Santa Maria in Cappella, all’ospedale pontificio di Santo Spirito per i militari malati o feriti, all’Asilo Nido del Testaccio, all’accoglienza dei pellegrini poveri a Santa Marta in Vaticano, alle ambulanze allestite nella zona militare del Quartiere Prati, ai ragazzi dell’Oratorio San Pietro, alle mense dei poveri ecc.

1933: nasce la Provincia Romana delle Figlie della Carità
Le Suore dipendono direttamente dai Superiori Generali di Parigi. Solo nel 1933 si sente l’esigenza di costituire la Provincia Romana delle Figlie della Carità la quale, geograficamente, occupa la città di Roma e alcune zone limitrofe: Valmontone, Santa Marinella, Latina (nella Palude Pontina dove la malaria regna incontrastata). Alle solite categorie dei poveri si aggiungono, negli anni ’40, quelle prodotte dalla seconda guerra mondiale. Un numero incalcolabile di sfollati, di senza tetto, di affamati che si riversano su Roma e a cui occorre dare risposte immediate.

1956: la Provincia Romana delle Figlie della Carità allarga il suo territorio
In seguito ad una nuova ripartizione delle Province italiane (Torino, Siena, Napoli) nel 1956 la Provincia Romana si ingrandisce notevolmente con l’apporto di alcune case già appartenute alla Provincia di Siena e a quella di Napoli. Più di mille Suore in 133 case dislocate nel Lazio, Umbria, Marche, parte della Toscana e dell’Abruzzo.

Dal 1956 ad oggi si sono aggiunte altre case, come risposte agli appelli più urgenti.
Il campo di azione, i Poveri, sempre i Poveri, con le opere tradizionali di assistenza: i bambini nelle scuole, gli anziani nelle case di riposo, i malati negli ospedali, i fratelli nel bisogno nelle loro case, i carcerati, gli handicappati.
Poi, le svolte storiche di una società in evoluzione, soprattutto il fenomeno dei flussi migratori, ci hanno fatto prendere coscienza di nuove forme di povertà, cui dare risposte.
Abbiamo ascoltato le richieste provenienti da baraccati, da extracomunitari, da nomadi, da tossico dipendenti, da malati di AIDS.
Abbiamo riscoperto i laici, che sentiamo ogni giorno nostri collaboratori indispensabili.
Ci stiamo volgendo verso i giovani che vediamo depositari di ricchezze morali e spirituali da sviluppare. Il carisma, che ci hanno consegnato i Fondatori, continua ad avere la sua forza.

Questo vogliamo consegnare intatto oggi, nel Giubileo della nostra Provincia Romana, a chi sente di fare, della carità evangelica, il tessuto delle sue giornate.